Dazi, Giappone e Corea a caccia di un accordo con gli USA

Gli Stati Uniti vanno verso dazi reciproci del 25% per Giappone e Corea del Sud. Entrambi i Paesi si sono impegnati ad accelerare i negoziati nelle prossime tre settimane. Tuttavia, le complesse circostanze politiche interne e l'incertezza sui dazi settoriali rischiano di complicare ulteriormente le trattative. 

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Giappone e Corea del Sud hanno ricevuto le lettere di Trump

Gli Stati Uniti imporranno dazi reciproci del 25% sulle merci provenienti da Giappone e Corea del Sud dal 1° agosto, a meno che non venga raggiunto un accordo commerciale entro tale data. Il dazio del 25% è di un punto percentuale superiore a quello inizialmente annunciato nel "Giorno della Liberazione" per il Giappone, mentre resta invariato per la Corea del Sud. Riteniamo che i due più stretti alleati degli Stati Uniti nella regione asiatica abbiano ricevuto le lettere che mostrano l'intenzione di Trump di accelerare i negoziati commerciali.

I negoziati con entrambi i Paesi si stanno muovendo più lentamente del previsto, principalmente a causa di vincoli politici interni. Il cambio di leadership in Corea del Sud all'inizio di giugno ha reso difficile compiere progressi significativi precedenti colloqui con gli Stati Uniti, mentre le elezioni della Camera alta in Giappone, che si terranno alla fine di questo mese, hanno impedito al governo Ishiba di progredire, date le numerose questioni politicamente delicate come le importazioni di riso e i già bassi indici di gradimento.

La reazione iniziale del mercato al nuovo dazio è stata positiva. Le borse hanno percepito la lettera come una proroga della scadenza per entrambi i paesi. Un ritorno al 25% per la Corea del Sud era in qualche modo prevedibile, data la mancanza di colloqui ad alto livello. D’altro canto, la tariffa per il Giappone è aumentata, ma il rincaro è comunque inferiore a quello che era stato precedentemente paventato da Trump, dato che quest’ultimo si aggirava intorno al 30-35%. Tuttavia, il recente accordo commerciale tra Stati Uniti e Vietnam potrebbe aver offerto prospettive più ottimistiche per i negoziati prima dell'avvicinarsi della scadenza di agosto. L'indice KOSPI della Corea del Sud ha guadagnato circa l'1,8% e il NIKKEI è salito dello 0,3% l'8 luglio.

Deficit commerciale verso gli Stati Uniti (in miliardi di USD)

 - Source: Trade Map
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Giappone e Corea del Sud vorrebbero raggiungere un accordo complessivo entro il 1° agosto

Entrambi i Paesi dovrebbero raggiungere un accordo complessivo che comprenda dazi doganali, barriere non tariffarie e spese per la difesa. Data la diversa situazione politica interna, è probabile che la Corea del Sud preferisca raggiungere un accordo tramite un vertice ad alto livello, mentre il Giappone proseguirà con i negoziati a livello operativo.

Inoltre, dato che il deficit commerciale del Vietnam con gli Stati Uniti (circa 130 miliardi di dollari) è quasi il doppio di quello della Corea del Sud (70 miliardi di dollari) e del Giappone (72 miliardi di dollari), riteniamo che entrambi i Paesi cercheranno di raggiungere un'aliquota inferiore a quella del Vietnam, sottolineando la loro importanza strategica nella regione. Riteniamo che entrambi i Paesi possano abbassare i dazi reciproci a cifre prossime al 10% e provare a negoziare dazi settoriali: il 25% sulle auto e il 50% sull'acciaio. Tuttavia, gli Stati Uniti non faranno concessioni sui dazi settoriali. Inizialmente, il Giappone era stato considerato un potenziale primo passo per un accordo rapido, ma le significative divergenze tra le due parti in merito ai dazi sulle auto rimangono irrisolte. Riteniamo che l'accordo tra Stati Uniti e Regno Unito possa essere un punto di riferimento per entrambi i Paesi, affinché possano assicurarsi dazi più bassi, ma è difficile evitare completamente la tassa più elevata.

Entrambi i Paesi hanno compiuto sforzi significativi per aumentare i propri investimenti diretti negli Stati Uniti: Hyundai e Posco nella produzione di auto e acciaio, e Nippon Steel e SoftBank negli investimenti in acciaio e tecnologia AI. Tuttavia, la chiave dovrebbe essere la riduzione del surplus commerciale verso gli Stati Uniti, e di conseguenza entrambi i Paesi probabilmente importeranno più beni statunitensi, in particolare energia e prodotti agricoli. La Corea del Sud probabilmente sfrutterà i suoi negoziati per aumentare gli investimenti diretti nella cantieristica navale negli Stati Uniti. Il Giappone sottolineerà di essere il Paese con il maggiore IDE negli Stati Uniti.

Giappone e Corea probabilmente importeranno più beni dagli USA

 - Source: Trade Map
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Le elezioni per la Camera Alta probabilmente creeranno ulteriore nervosismo sui mercati in Giappone

Riteniamo che il Giappone si trovi ad affrontare maggiori rischi politici derivanti dall'incertezza sui dazi, dalla potenziale recessione e dalle richieste di maggiore spesa pubblica e tagli alle tasse, spinte dalle elezioni. Questi fattori sollevano preoccupazioni sulla sostenibilità del debito e stanno causando un'impennata dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine. Per quanto riguarda i risultati elettorali, se la coalizione di governo non riuscisse a ottenere la maggioranza, potrebbero sorgere ulteriori complicazioni che ritarderebbero i negoziati commerciali.

Nel frattempo, la Corea del Sud può accelerare i colloqui con gli Stati Uniti. Il neoeletto presidente si trova in una posizione di forza, poiché il suo partito controlla l'Assemblea Nazionale e gode di un elevato indice di gradimento. Seul cercherà quindi di organizzare un vertice con Trump per riaffermare l'alleanza e raggiungere un accordo.

Un altro punto da considerare è se gli Stati Uniti abbiano definito un programma per contrastare la Cina coinvolgendo Giappone e Corea. Questo potrebbe avvenire attraverso i canali commerciali o di difesa. Riteniamo che gli Stati Uniti richiederanno un aumento della spesa militare e maggiori finanziamenti per le truppe statunitensi. Come per i dazi più elevati imposti al Vietnam sul trasbordo, potrebbero esserci le condizioni per divieti più severi sulle esportazioni di tecnologia verso la Cina.

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