Con la guerra in Medio Oriente potrebbe tornare l’inflazione in UE

Il conflitto in Medio Oriente, insieme alle difficoltà nell’approvvigionamento energetico, rischia di far risalire l’inflazione nell’Eurozona. Questo incremento si aggiunge a una pressione sull’inflazione core che, già a febbraio, non si era ancora attenuata, mettendo la BCE in stato di massima attenzione. 

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Diamo un’occhiata a com’è andato febbraio. L'inflazione dell’Eurozona è cresciuta, passando dall’1,7% all'1,9%. Il contributo negativo dei prezzi dell'energia è stato minore a febbraio, ma non solo. Il dato più importante è l’inflazione core, balzata dal 2,2% al 2,4%. L'aumento ha riguardato sia i beni sia i servizi a dimostrazione che, anche prima dell'inizio del conflitto in Medio Oriente, le pressioni inflazionistiche erano ben lungi dall'essersi completamente sopite.

Da qui in poi, la situazione è destinata a peggiorare di nuovo. Ci aspettavamo che l’inflazione potesse rimanere al di sotto del 2% per gran parte dell'anno. Ora il rischio è chiaramente al rialzo a causa della guerra in Medio Oriente, che sta provocando interruzioni dell'approvvigionamento energetico e un'impennata dei prezzi dell'energia. L'approvvigionamento energetico dell'Eurozona rimane vulnerabile poiché è diventato molto più dipendente dal GNL, i cui prezzi globali sono aumentati a partire dal fine settimana. Più a lungo si protrarrà il conflitto, maggiore sarà l'impatto sull'inflazione e sulla crescita economica dell'Eurozona.

Se il conflitto dovesse protrarsi per qualche settimana, dobbiamo aspettarci un ritorno dell’inflazione intorno al 2,5%. Tuttavia, se i problemi all'approvvigionamento energetico dovessero durare più a lungo, l'impatto sarebbe destinato a farsi più significativo, il che significa che l'incertezza sulle prospettive di inflazione sta tornando, dopo mesi con l’indicatore comodamente attorno all’obiettivo.

Il capo economista della BCE, Philip Lane, ha avvertito che un nuovo picco dell'inflazione è possibile sulla scia degli sviluppi attuali. Dato il picco dell'inflazione nel 2021-22 e con l'inflazione core ancora al di sopra dell'obiettivo, ci si aspetta che la BCE sia vigile riguardo a un nuovo sostanziale aumento dell'inflazione. D’altra parte, con un'inflazione ancora benigna, tassi non accomodanti ma neutrali e l'esito del conflitto in Medio Oriente molto incerto, la BCE non risponderà in modo reattivo a un eventuale andamento dei prezzi dell'energia.

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