A marzo l’inflazione italiana ha registrato un’accelerazione moderata

Il fenomeno è stato determinato principalmente dai settori dell'energia e dei prodotti alimentari freschi, in parte compensato da un rallentamento nei servizi turistici e ricreativi. Il trasferimento della pressione sui prezzi dell'energia sembra destinato a proseguire, spingendo l'inflazione oltre la soglia del 2% già ad aprile.

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L'inflazione accelera poiché la spinta dei prezzi dell'energia supera il rallentamento dei settori del tempo libero e del turismo

Secondo i dati preliminari dell'Istat, a marzo l'inflazione italiana ha registrato un'accelerazione all'1,7% (dall'1,5% di febbraio), un dato leggermente inferiore alle attese. Com'era prevedibile, alla base dell'accelerazione vi sono stati i prezzi dell'energia, sia regolamentati che non regolamentati, insieme a quelli dei prodotti alimentari freschi, che hanno compensato il rallentamento registrato nei servizi di tempo libero, ristorazione e ricettività.

Se la spinta energetica è la conseguenza inevitabile della guerra in Medio Oriente sui prezzi dell'energia e dei carburanti, il rallentamento delle componenti del tempo libero e degli alloggi riflette probabilmente una normalizzazione dei prezzi dopo la spinta osservata a febbraio con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Quest'ultimo impulso disinflazionistico, che ha contribuito a riportare l'inflazione core all'1,9% (dal 2,4% di febbraio), sembra destinato a scomparire ad aprile.

L'impulso dei carburanti è già presente, l'elettricità accelererà presto

Con l'impatto della guerra in Medio Oriente che ha colpito per primi i prezzi internazionali del petrolio e del gas, lo shock è stato evidente nella componente dei trasporti, dove sono inseriti i prezzi della benzina e del gasolio, con un peso combinato di oltre il 4% nel paniere inflazionistico totale. I prezzi del gas sono aumentati del 5,9% nel mese e quelli dell'elettricità hanno registrato un modesto aumento dello 0,5% nel mese, un ritardo normale dovuto al meccanismo di formazione dei prezzi, ma che presto accelererà. L'Arera, l'autorità nazionale per l'energia e la rete, ha preannunciato ieri che le bollette energetiche per le famiglie svantaggiate aumenteranno dell'8% a partire dal secondo trimestre.

Il trasferimento dei costi più probabile nel settore manifatturiero, mentre nel settore dei servizi per il momento non vi sono segni evidenti di un rischio di spirale salari-prezzi

Guardando al futuro, sembra inevitabile che il trasferimento dei costi continui, in particolare nei settori che risentono dell’impatto della guerra sia sui costi energetici sia attraverso il funzionamento delle catene di approvvigionamento. Nell’indagine congiunturale di marzo sul settore manifatturiero, la componente relativa alle intenzioni di prezzo ha registrato un’accelerazione marcata, raggiungendo il livello più alto dal marzo 2023. Le intenzioni di prezzo sono rimaste stabili per le imprese del settore edile, ma in quel caso l’accelerazione si era già verificata nei primi due mesi del 2026, poiché i costi di costruzione erano già aumentati. Per il momento, la buona notizia arriva dal settore dei servizi, dove le intenzioni di prezzo sono rimaste stabili, suggerendo che, per il momento, il rischio di una spirale salari-prezzi è ancora percepito come basso.

L'inflazione complessiva dovrebbe superare il 2% già ad aprile e oscillare nella fascia del 2%-3% per il resto dell'anno

Nel complesso, l'accelerazione dei dati sull'inflazione di marzo non è sorprendente, dato l'impatto della guerra in corso sui prezzi del carburante e del gas. Ciò si rifletterà presto nelle bollette energetiche, spingendo probabilmente l'inflazione complessiva ben al di sopra della soglia del 2% già ad aprile. In scenari non estremi l'inflazione potrebbe oscillare nella fascia del 2%-3% per il resto dell'anno, ma i rischi che superi il 3% sono notevoli.

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