Non fatevi ingannare dal calo dell’industria francese
La produzione industriale francese è diminuita ad agosto, pur rimanendo al di sopra dei livelli di maggio. L’andamento suggerisce che la tendenza generale è ancora positiva, almeno per ora. Tuttavia, la persistente debolezza della domanda interna e l'elevata incertezza continuano a pesare sulla ripresa.
Un calo fuorviante
Secondo gli ultimi dati dell'istituto nazionale di statistica francese, la produzione manifatturiera in Francia è diminuita dello 0,7% su base mensile ad agosto. Sebbene questo calo possa destare preoccupazione, va considerato nel suo contesto. I dati di luglio sono stati rivisti al rialzo, passando da un -1,7% inizialmente riportato a -0,5%. Peraltro, l'attività complessiva rimane al di sopra dei livelli di maggio.
Gran parte della recente volatilità deriva dal settore spaziale e da quello aerospaziale. Dopo un forte aumento a giugno (con la produzione di "altri mezzi di trasporto" in rialzo del 17,3% su base mensile), la produzione si è normalizzata a luglio e agosto. Questa oscillazione ha trascinato al ribasso i dati principali dopo il picco di giugno.
Crescita fragile
Nonostante le recenti fluttuazioni, l'industria francese registra un andamento positivo rispetto all'inizio dell'anno, con un aumento dell'1,1% rispetto alla media dei primi cinque mesi. È un segnale moderatamente positivo in un contesto globale debole. Tuttavia, le prospettive rimangono contrastanti. Sebbene sia probabile che il PIL sia cresciuto nel terzo trimestre del 2025, i rischi per la fine dell'anno aumentano.
La domanda interna rimane anemica. La spesa delle famiglie per i beni è rimasta sostanzialmente invariata ad agosto, con un leggero aumento dello 0,1% dopo un calo dello 0,6% (più netto del previsto) a luglio. Questa stagnazione persiste nonostante la bassa inflazione (1,2% a settembre) e gli incrementi del potere d'acquisto relativamente consistenti rispetto ad altre economie europee. L'incertezza politica, i timori di aumenti delle tasse e le preoccupazioni per la disoccupazione stanno erodendo la fiducia dei consumatori, spingendo le famiglie a risparmiare di più. Il tasso di risparmio ha raggiunto il record del 18,9% nel secondo trimestre e prevediamo che rimarrà elevato, frenando ulteriormente i consumi e minando le speranze di una ripresa a breve termine.
Complicazioni di bilancio in vista
Anche se la produzione industriale dovesse reggere, la crescita potrebbe ristagnare nel quarto trimestre, lasciando la Francia in una situazione di debolezza in vista del 2026. Ciò complica le prospettive di bilancio. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha recentemente riconosciuto il deterioramento del contesto, rivedendo le previsioni di crescita per il 2026 dall'1,2% all'1%. Cifre che potrebbero essere ancora troppo ottimistiche. Prevediamo una crescita di appena lo 0,8% nel 2026, dopo lo 0,6% del 2025. In queste condizioni, l'approvazione di un bilancio completo in Parlamento quest'anno sembra sempre più improbabile e l'incertezza politica ed economica potrebbero persistere fino all'anno prossimo.
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