L’incontro Trump – Xi fa ben sperare. USA e Cina verso un rapporto costruttivo

Il presidente Trump ha dichiarato che il tanto atteso incontro con il suo omologo cinese è stato straordinario, eccezionale, un “12 su 10”. Dal canto suo, Xi Jinping ha espresso la volontà di lavorare con Trump per gettare solide basi per le relazioni Cina-USA e rassicurare l'economia mondiale. 

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Trump- Xi: l’incontro tra i leader conferma la tregua di un anno

L'attesissimo incontro tra i presidenti delle due maggiori economie mondiali ha segnato una tappa fondamentale in quello che è stato un periodo di tensioni per i rapporti tra Stati Uniti e Cina. L'incontro si è concluso con una nota positiva: una tregua di un anno nella guerra commerciale. Nell’immediato, il successo dell'incontro disinnesca le prospettive di un altro brusco ciclo di escalation tariffarie e non tariffarie e le potenziali ricadute economiche e di mercato che ne deriverebbero.

Anche se tutti gli occhi erano puntati sull'incontro tra i due leader, sono stati i lavori preparatori a mettere le basi per raggiungere un "consenso duramente conquistato" tra i principali negoziatori di Cina e Stati Uniti.

I punti chiave del dibattito sono stati ampiamente discussi negli ultimi mesi. Ora, entrambe le parti sembrano uscirne vittoriose su alcuni fronti. Anche se l’allineamento non può ancora dirsi terminato. I primi resoconti indicano accordi su alcune delle seguenti categorie:

  • I dazi relativi al fentanyl saranno ridotti del 10%, portando l'aliquota tariffaria effettiva sui prodotti cinesi a circa il 47%. In cambio, la Cina è pronta a collaborare sulla questione del fentanyl, sebbene non siano stati forniti dettagli specifici. La riduzione dei dazi contro la Cina, combinata con l'aumento dei dazi contro molte altre economie globali, contribuirà a migliorare la competitività marginale degli esportatori cinesi, soprattutto per le categorie che non sono interessate da dazi settoriali specifici. Detto questo, le esportazioni sono rimaste resilienti quest'anno, poiché Pechino ha diversificato le sue esportazioni al di fuori degli Stati Uniti.

  • I controlli sulle esportazioni non subiranno un irrigidimento. Sul versante cinese, l’ampliamento delle restrizioni sulle esportazioni di terre rare — che impone la necessità di licenze specifiche per la vendita di prodotti contenenti terre rare provenienti dalla Cina — aveva agitato i mercati all’inizio del mese. Ora, grazie a un accordo raggiunto, l’implementazione di queste misure sarà posticipata di un anno, contribuendo così a placare le preoccupazioni.

  • Ritiro dell'estensione delle sanzioni alle società cinesi di maggioranza, che avrebbe portato un maggior numero di aziende a rientrare nel novero delle sanzioni. Ipotesi che avrebbe potuto ripercuotersi su diverse società cinesi.

  • Espansione del commercio nel settore agricolo. La Cina è pronta a riprendere gli acquisti di soia dagli Stati Uniti, sebbene l'entità di questi acquisti rimanga incerta e, secondo alcune indiscrezioni, la Cina avrebbe già soddisfatto la maggior parte della sua domanda di soia per l'inizio del 2026.

  • Le tasse portuali proposte per le navi cinesi e le relative ritorsioni della Cina sulle navi statunitensi potrebbero essere revocate per un anno.

Ridurre le tensioni bilaterali dovrebbe contribuire a eliminare una fonte di incertezza, mentre estendere i periodi di tregua dai quadri trimestrali degli ultimi accordi a un anno di durata dovrebbe contribuire a mitigare l’incertezza per i mercati.

Sebbene un cauto ottimismo possa prevalere dopo gli incontri, va notato che molti traguardi devono essere raggiunti affinché questa tregua duri per l'intero anno. Sebbene né la Cina né gli Stati Uniti desiderino assistere a una nuova escalation reciprocamente dannosa, i due Paesi rimangono comunque bloccati in una competizione strategica a lungo termine e, come abbiamo visto negli ultimi mesi, errori di valutazione possono facilmente verificarsi lungo il percorso.

A lungo termine, sembriamo ancora dirigerci verso un mondo in cui un numero sempre maggiore di economie si concentrerà sulla sicurezza economica. Il nostro primo sguardo al prossimo piano quinquennale cinese ha sottolineato l'importanza dell'autosufficienza tecnologica e dell'innovazione. Il tema della riduzione del rischio legato alla Cina è stato prevalente negli ultimi anni, ma allo stesso tempo Pechino ha diversificato la sua struttura di esportazione e le sue riserve valutarie, riducendo la sua esposizione agli Stati Uniti. Sebbene un ritorno alla cooperazione win-win e alla globalizzazione rappresenterebbe un gradito impulso per le prospettive, solo il tempo dirà se questo tono positivo potrà davvero durare.

La riduzione del rischio ha causato un importante spostamento nella struttura dell’export cinese, allontanandolo dagli Stati Uniti

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