In Italia la fiducia di imprese e consumatori a maggio è risalita

Il miglioramento è stato netto tra i consumatori e i fornitori di servizi, meno nel settore manifatturiero. Questi dati sono coerenti con una decelerazione della crescita trimestrale del PIL nel corso del secondo trimestre

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I dati sulla fiducia si stanno dimostrando volatili negli ultimi tempi, probabilmente influenzati dai capricci della saga dei dazi statunitensi e dai suoi effetti diretti e collaterali. Il dato di maggio si inserisce in questo quadro. I dati raccolti dall'Istat mostrano che la fiducia ha registrato un rimbalzo tra i consumatori e in tutti i principali settori, tranne quello delle costruzioni.

Solido rimbalzo della fiducia dei consumatori

Il primo segnale confortante arriva dai consumatori. A maggio la fiducia dei consumatori ha guadagnato otto punti, più che compensando il calo di aprile. I consumatori hanno rivisto in meglio la loro percezione sullo stato attuale e prospettico dell'economia e hanno coerentemente segnalato una diminuzione delle preoccupazioni sulla disoccupazione futura, con l'indicatore in questione che è tornato al livello di gennaio. Anche le intenzioni di acquisto di beni durevoli sono migliorate marginalmente, ma il miglioramento congiunto dell'indicatore di opportunità di risparmio mostra che il risparmio prudenziale potrebbe ancora ostacolare un'accelerazione dei consumi privati nel trimestre in corso. La forte volatilità del contesto esterno di certo non aiuta.

Anche i fornitori di servizi sono chiaramente più ottimisti

Nell'ambito delle imprese, la novità più rilevante è il miglioramento della fiducia nei servizi, che ha recuperato completamente il calo di tre punti registrato ad aprile. Il miglioramento è stato ampio, ma particolarmente marcato per i servizi turistici, dove probabilmente ha colto l'effetto della Pasqua tardiva, non rilevato pienamente nei dati di aprile. Il miglioramento è stato solido anche nei servizi di trasporto e nei servizi alle imprese. Si tratta di una buona notizia per il lato dell'offerta, dove i servizi hanno contribuito a sostenere l'economia durante la lunga recessione del settore manifatturiero.

La fiducia continua a muoversi lateralmente nel settore manifatturiero...

Il miglioramento della fiducia nel settore manifatturiero è stato più contenuto, confermando il quadro di una fase di debolezza in corso nel settore, il cui fondo potrebbe essere stato raggiunto, ma senza chiare prospettive di accelerazione a breve termine. Nessuna dinamica settoriale particolarmente rilevante; in generale, gli ordini sono migliorati solo marginalmente e le scorte che sono diminuite marginalmente, mentre la produzione prevista è aumentata molto timidamente. Troppo poco per invocare il riavvio di un ciclo di scorte e troppo presto per vedere un impatto rilevante del piano infrastrutturale tedesco, ancora di là da venire. A quanto pare, la persistente incertezza sull’esito finale della saga dei dazi e la relativa mancanza di visibilità continuano a pesare sull'attività manifatturiera.

... e marginalmente in calo per le imprese del settore delle costruzioni

Se il calo di fiducia nel settore delle costruzioni non è sorprendente, lo sono invece i suoi fattori determinanti. Infatti, la fiducia è rimbalzata tra i costruttori di case, in linea di principio ancora colpiti dal venir meno dell'effetto superbonus, ed è diminuita tra i produttori di infrastrutture, che dovrebbero invece beneficiare degli investimenti effettuati nell'ambito del piano di ripresa e resilienza finanziato dall'UE. Come già osservato in passato, il contributo finale degli investimenti in costruzioni alla crescita del PIL nel 2025 rimane altamente incerto.

Nel complesso, i dati odiernii della fiducia di consumatori e imprese suggeriscono che nel secondo trimestre la crescita trimestrele del PIL, sia pur in decelerazione, possa rimanere in territorio positivo.

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