I dati sulla fiducia in Italia migliorano gradualmente a gennaio
I primi dati sull'economia italiana per il 2026 indicano il proseguimento di una graduale ripresa, con i servizi e il settore manifatturiero come motori dell'offerta.
I consumatori sono leggermente più ottimisti a gennaio, ma rimangono prudenti
I consumatori dichiarano di essere meno preoccupati per la disoccupazione futura, ma continuano a rinviare gli acquisti immediati di beni durevoli. Sono invece più propensi ad acquistare questi articoli in un secondo momento, in previsione di un rallentamento dell'inflazione e di un miglioramento delle prospettive di bilancio delle famiglie.
La prudenza dei consumatori sembra rimanere la parola d'ordine all'inizio del 2026, e il concomitante calo della fiducia deile imprese del commercio al dettaglio, che interessa sia i piccoli negozi che la grande distribuzione, non deve quindi sorprendere.
L‘aumento della fiducia nei servizi è significativo, ma anche i produttori del manufatturiero sono più ottimisti.
L'indice composito della fiducia delle imprese si è rafforzato nel complesso, anche se le tendenze variano a seconda del settore: il sentiment è aumentato notevolmente nei servizi di mercato, è leggermente migliorato nel settore manifatturiero, ma è diminuito nell'edilizia e nel commercio al dettaglio.
I servizi di mercato sono il punto più luminoso nell'attuale rapporto sulla fiducia, poiché l'indice relativo ha raggiunto il livello più alto dal dicembre 2021. Il miglioramento è particolarmente forte nei trasporti e nello stoccaggio e nei servizi turistici, dove potrebbero avere un peso le imminenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
L'altra buona notizia arriva dal settore manifatturiero. Qui non si registrano grandi balzi di fiducia, ma un graduale aumento sostenuto da un miglioramento degli ordini. È interessante notare che il miglioramento è più marcato tra i produttori di beni di investimento, dove un aumento del sottoindice degli ordini è accompagnato da una riduzione delle scorte. Un'indicazione che supporta l’idea di un proseguimento della ripresa degli investimenti nel settore dei macchinari.
Calo della fiducia nel settore delle costruzioni, trascinata al ribasso dalla componente residenziale
Il calo della fiducia nel settore delle costruzioni merita attenzione. A gennaio, la fiducia nel settore delle costruzioni è scesa al livello più basso dall'aprile 2021, trainata dalla componente residenziale, mentre la componente infrastrutturale ha tenuto abbastanza bene.
Ciò non sorprende, poiché da un lato riflette l'effetto negativo prolungato sulla parte residenziale della riduzione degli incentivi fiscali generosi concessi in passato per la ristrutturazione e, dall'altro, la spinta sulla componente infrastrutturale derivante dall'attuazione della parte di investimento del piano di ripresa finanziato dall'UE, la cui scadenza si avvicina.
L'equilibrio tra le due componenti sarà in ultima analisi rilevante per determinare il contributo degli investimenti alla crescita del PIL nel 2026.
Una ripresa lenta ma costante all'inizio del 2026
Nel complesso, i dati sulla fiducia pubblicati oggi confermano la nostra visione di una ripresa molto graduale dell'economia italiana nel 2026. Abbiamo chiuso il 2025 con dati che suggerivano che sia i servizi che il settore manifatturiero potrebbero essere motori di crescita per l'economia nel quarto trimestre. I dati odierni sembrano indicare che questa situazione potrebbe rimanere invariata all'inizio del 2026.
Dal punto di vista della domanda, la prudenza dei consumatori sembra suggerire che, nonostante i continui aumenti del reddito disponibile, non si prospetta ancora un'accelerazione dei consumi.
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