Eurozona, calo netto dell’inflazione alla vigilia della decisione della BCE

Il calo all'1,7% rispetto al 2% di gennaio era previsto. Sorprende invece l'inflazione core: più debole del previsto al 2,2%. Continuiamo a non aspettarci un taglio, ma il dato porta acqua al mulino delle colombe. Prevediamo dibattiti accesi nella riunione del consiglio direttivo della BCE 

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Alla vigilia della decisione della Banca centrale europea sui tassi, l'inflazione dell'Eurozona fa registrare un netto calo: dal 2% all'1,7%. I numeri sembrano più elettrizzanti di quanto non siano in realtà. Infatti, gli effetti base dell'energia hanno avuto un ruolo determinante. D’altra parte, i prezzi alla pompa sono addirittura aumentati nelle ultime settimane, nonostante il dollaro USA più debole.

Allo stesso tempo, il continuo calo dell'inflazione dei servizi, ora al 3,2% rispetto al 3,4% di gennaio indica che il contesto inflazionistico continua a essere più debole. L'inflazione core si attesta ora al 2,2%, il valore più basso da ottobre 2021.

Il contesto di inflazione più debole è in linea con le nostre aspettative di un'inflazione media inferiore al 2% per il 2026. Nonostante le aspettative rispettate, le speculazioni su un ulteriore taglio dei tassi da parte della BCE si sono intensificate nelle ultime settimane, a fronte del rallentamento dell'inflazione importata, in parte dovuto all'indebolimento del dollaro USA. Ed effettivamente i prezzi all'importazione rimangono attualmente contenuti.

D'altro canto, le aspettative di inflazione a medio termine si sono mantenute stabili intorno al 2%, poiché si prevede che maggiori investimenti pubblici stimoleranno l'economia nel corso dell'anno. E in effetti, l'ottimismo tra le imprese è in aumento. Quindi, sebbene l'inflazione sia scesa al di sotto del 2%, le aspettative di inflazione a medio termine non si stanno attenuando al momento.

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