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- 15/07
Eurozona, la produzione industriale cala a maggio
La produzione industriale nell'Eurozona continua a procedere a rilento, senza una direzione chiara. La guerra in Medio Oriente non ha causato un calo significativo, ma il recente ottimismo non si è ancora tradotto in una crescita degna di nota
A maggio la produzione industriale nell'Eurozona è diminuita dello 0,2% (dal +0,1% di aprile). Si tratta di un calo modesto che mantiene comunque la produzione al di sopra dei livelli di febbraio, quando è scoppiata la guerra in Medio Oriente. La flessione è stata determinata principalmente dalla diminuzione della produzione di beni di consumo durevoli, che negli ultimi mesi ha contribuito negativamente sulla produzione complessiva.
A livello nazionale, la situazione è stata eterogenea. I forti cali in Irlanda e le flessioni più moderate in Italia e Francia sono stati compensati dall'aumento della produzione in Germania e Spagna, senza che, per ora, si possa individuare una chiara tendenza di fondo.
Nonostante le difficoltà, la produzione sembra essere stata sostenuta negli ultimi mesi dall'aumento delle scorte da parte delle imprese per contrastare possibili problemi alla catena di approvvigionamento derivanti dalla guerra in Medio Oriente. Non solo, hanno influito positivamente anche condizioni di produzione relativamente migliori rispetto all'Asia nei primi mesi di guerra e l'aumento strutturale della spesa per la difesa.
Questo mantiene al momento la produzione manifatturiera a livelli accettabili e genera un cauto ottimismo sulle prospettive, nonostante la persistente incertezza legata al conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, l’ottimismo, quello vero, non si riflette nei dati di produzione, per adesso.
Le speranze di una maggiore stabilità geopolitica, prezzi dell'energia più bassi e ingenti investimenti pubblici sembrano, per ora, tenere vivo questo ottimismo. In particolare, gli investimenti pubblici, che, visto il riacuirsi delle tensioni in Medio Oriente, rappresentano l’elemento più certo.
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