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La produzione industriale italiana registra una leggera contrazione a maggio

Dopo tre mesi consecutivi di crescita, a maggio la produzione ha subito una battuta d’arresto. Il settore si conferma comunque resiliente, il che suggerisce che l’industria rimarrà probabilmente un motore di crescita nel secondo trimestre, quando il PIL potrebbe ancora registrare una piccola variazione positiva

Resilience in Italian industrial production is likely to bolster growth moving forward
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Sia i dati oggettivi che le indagini congiunturali hanno finora indicato l’industria come il settore più resiliente dell’economia italiana nella prima parte del 2026, a prescindere dalla guerra in Medio Oriente e dal suo impatto sui prezzi dell’energia. I dati sulla produzione industriale di maggio appena diffusi dall’Istat sembrano confermare che la situazione non sia cambiata; la produzione industriale destagionalizzata ha registrato una contrazione dello 0,3% su base mensile, leggermente superiore alle stime di consenso e alle nostre aspettative. Questo dato fa seguito a tre aumenti mensili consecutivi e porta la crescita trimestrale registrata nel periodo marzo-maggio a +0,9% rispetto al periodo dicembre-febbraio. Su base annua, l’indice corretto per i giorni lavorativi è in aumento dell’1,1% così come in aprile.

Esaminando la ripartizione per principali aggregati, il quadro dei primi mesi dell’anno è chiaro: la produzione è aumentata in modo sostanziale nel settore dei beni di investimento (+4,2% rispetto allo stesso periodo del 2025), in misura discreta nei beni intermedi e nell’energia (+0,4%) e si è contratta nel settore dei beni di consumo (-2,9%), in particolare per i beni durevoli (-8,9%). La ripartizione settoriale conferma una forte performance nei primi cinque mesi del 2026 per i mezzi di trasporto (+11,5%), con una crescita solida visibile anche nei macchinari (+2,8%) e nei computer ed elettronica (+2,8%) e una ripresa nel settore farmaceutico (+3,4%), leader indiscusso nel corso del 2025. All’altra estremità dello spettro, continuano a registrare contrazioni produttive marcate i settori tessile (-4,8%), del coke e dei prodotti raffinati (-3,9%), chimico (-3,5%) e delle altre attività manifatturiere (-4,8%).

Guardando al futuro, dopo la pubblicazione dei dati di maggio, l’inerzia statistica per il secondo trimestre indica un aumento della produzione industriale dello 0,7% rispetto al primo trimestre. Sulla base delle indagini congiunturali disponibili, un dato relativamente stabile per giugno sembra una stima attendibile, con un possibile miglioramento in prospettiva qualora si confermino i segnali di una diminuzione delle scorte di prodotti finiti e si concretizzino i miglioramenti sul fronte industriale tedesco. Per il momento non si osservano segni di una rapida accelerazione della produzione, ma piuttosto di una ripresa cauta e graduale – un contesto simile a quello che si andava delineando all’inizio dell’anno, prima dello scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran.

Traducendo questi dati in prospettive di crescita del PIL, i dati sulla produzione industriale di maggio indicano un contributo positivo dell’industria alla crescita trimestrale del PIL. Ciò dovrebbe compensare solo in parte il contributo negativo dei servizi, che probabilmente si rifletterà, dal lato della domanda, in un deciso rallentamento dei consumi delle famiglie nel trimestre. Continuiamo a prevedere un rallentamento della crescita del PIL nel secondo trimestre, dopo un +0,3% sorprendentemente forte nel primo, ma riteniamo che la crescita del PIL possa rimanere, anche se solo marginalmente, in territorio positivo. Il nostro profilo previsivo per la seconda metà del 2026 prevede un’accelerazione molto graduale, con una crescita media del PIL italiano per l’intero 2026 pari allo 0,8%.

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