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Cina, il commercio accelera: tech e USA guidano la crescita

A maggio, i numeri del commercio cinese hanno superato le aspettative del mercato su tutta la linea, in particolare le esportazioni verso gli USA. La domanda estera continua a essere uno dei principali motori di crescita della Cina anche nel 2026

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Cina, surplus commerciale a maggio

Il dato più alto degli ultimi 4 mesi, con esportazioni e importazioni superiori alle previsioni

La Cina vende negli USA e l’export vola

Le esportazioni cinesi sono cresciute del 19,3% su base annua a maggio (previsione di mercato 15,0%, ING 19,4%), accelerando rispetto al 14,1% su base annua di aprile. Questo dato è in linea con le nostre previsioni, sebbene superiore a quelle del mercato. L'aumento fa segnare il picco degli ultimi tre mesi e porta la crescita delle esportazioni da inizio anno al 15,5% anno su anno.

Per quanto riguarda le destinazioni dell’export, il dato più rilevante di maggio è stata la forte ripresa delle esportazioni verso gli Stati Uniti, che sono aumentate del 35,4% su base annua, il livello di crescita più alto dal 2021. Ripresa che non è da attribuirsi alla visita di Trump in Cina, ma piuttosto a un consistente effetto base. Ricordiamo che maggio 2025 è coinciso con il momento di massima belligeranza della guerra commerciale tra Washington e Pechino, quando i dazi aggiuntivi sulla Cina avevano raggiunto il 125%. È probabile quindi che l’effetto base si attenui nei dati del mese prossimo e di quelli seguenti. Nei prossimi mesi inizieremo ad avere un quadro più realistico degli scambi commerciali, considerando l'attuale contesto dei dazi. La ripresa osservata negli ultimi due mesi ha portato le esportazioni verso gli Stati Uniti a -2,7% da inizio anno, rispetto allo stesso periodo del 2025. Se le esportazioni dovessero tornare a crescere quest'anno verrebbe compensato il principale freno che lo scorso anno ha rallentato l’export cinese. Risultati commerciali tangibili sono apparsi comunque piuttosto limitati dopo la visita di Trump in Cina. Gli annunci si sono concentrati sul ripristino degli scambi agricoli a livelli "normali", ma le iniziative per istituire un comitato commerciale e adottare un approccio volto a una "stabilità strategica costruttiva" alle relazioni bilaterali potrebbero aiutare entrambe le parti a evitare scontri come quelli dello scorso anno. C’è speranza per ulteriori progressi in ambito commerciale prima o dopo la potenziale visita del presidente Xi negli Stati Uniti a settembre.

Guardando agli altri Paesi, le esportazioni verso la Corea del Sud sono risultate molto forti (42,1%), grazie all'accelerazione degli scambi nel settore tecnologico. Abbiamo registrato anche una forte crescita delle esportazioni verso l'ASEAN (24,3%) e la Russia (35,8%). Più deboli invece le esportazioni verso l'UE (7,6%) e il Giappone (10,9%).

Per quanto riguarda i prodotti esportati, si confermano gli stessi trend degli ultimi anni. Le esportazioni cinesi di prodotti hi-tech (50,9%), semiconduttori (110,9%), macchine automatiche per l'elaborazione dati (66,0%), telefoni cellulari (44,3%), automobili (39,3%) e navi (31,0%) hanno continuato a crescere considerevolmente a maggio. Le restrizioni alle esportazioni potrebbero aver contribuito ai cali su base annua osservati a marzo e aprile. Abbiamo inoltre assistito a una ripresa delle esportazioni cinesi di prodotti petroliferi raffinati, con un aumento del 27,2% su base annua a maggio.

Abbiamo scritto più volte che la domanda estera è stata un punto di forza fondamentale per la Cina, soprattutto mentre l’attività interna risulta piuttosto deludente. A quanto pare, questo divario si sta ampliando.

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Le importazioni sono cresciute del 27,4% su base annua a maggio (previsione di mercato 26,0%, ING 36,4%), rispetto al 25,3% su base annua di aprile. Questo dato è sostanzialmente in linea con le previsioni del mercato, ma inferiore alle nostre.

Guardando alla provenienza dell’import, assistiamo a una ripresa delle importazioni anche dagli Stati Uniti (20,4%). Ma i principali motori della ripresa rimangono in Asia. Le importazioni provenienti da Corea (83,6%), Giappone (29,2%) e ASEAN (28,2%) hanno tutte superato la media di maggio.

Per ora, la crescita delle importazioni cinesi rimane principalmente legata al tech piuttosto che all’energia, come dimostra l'impennata delle importazioni dalla Corea. Le importazioni cinesi di prodotti hi-tech sono aumentate del 46,8% su base annua a maggio, con un'impennata del 68,0% per i semiconduttori e dell'80,1% per le macchine automatiche per l'elaborazione dati.

La Cina è il più grande importatore mondiale di petrolio greggio. Come sono cambiate le cose dallo scoppio della guerra con l'Iran? A partire dai dati di aprile, abbiamo assistito a un forte calo dei volumi di importazione, mentre il loro valore è aumentato modestamente a causa dei prezzi più elevati. A maggio, i volumi di importazione di petrolio greggio sono scesi del 29% su base annua, mentre il valore delle importazioni è aumentato del 10% su base annua. Le ingenti riserve petrolifere cinesi offrono maggiore flessibilità per adeguare strategicamente le importazioni. Tuttavia, se non si raggiungerà una soluzione in Medio Oriente e le interruzioni delle forniture e i prezzi elevati dell'energia persisteranno, è ragionevole aspettarsi che gli importatori cinesi tornino sul mercato in modo più regolare. Le autorità di Pechino difficilmente lasceranno che le riserve strategiche si esauriscano oltre un certo livello, per ragioni di sicurezza energetica.

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Cina, surplus commerciale oltre le attese a maggio

Con una crescita delle esportazioni superiore alle previsioni di mercato, anche il surplus commerciale cinese di maggio ha superato le aspettative, attestandosi a 105,4 miliardi di dollari. Questo dato rappresenta il livello mensile più alto da gennaio.

Un surplus superiore alle attese potrebbe contribuire a sostenere la crescita nel secondo trimestre del 2026, ma da inizio anno il dato è ancora negativo (-3,8% su base annua). La forte ripresa delle importazioni ha compensato la crescita delle esportazioni. La Cina continua a registrare un deficit commerciale nel settore dei servizi. Pechino ha espresso l'intenzione di promuovere un commercio più equilibrato aumentando le importazioni, riducendo i dazi all'inizio dell'anno e rafforzando lo yuan, misure che hanno contribuito a sostenere questo sforzo. Il gigante asiatico potrebbe ulteriormente incrementare le importazioni, comprese quelle agricole dagli Stati Uniti, e potenzialmente anche quelle energetiche nel corso dell'anno.

Un potenziale aumento dei dazi imposti dall'UE alla Cina potrebbe far deragliare il piano? Forse. La Cina ha promesso ritorsioni contro misure discriminatorie come i dazi, ma, come abbiamo visto con il caso degli Stati Uniti lo scorso anno, è probabile che le tensioni rimangano circoscritte.

Anche se quest’anno il surplus commerciale non romperà il record di 1.180 miliardi di dollari registrato nel 2025, la domanda estera rimarrà uno dei principali motori dell'economia cinese. D’altra parte, la domanda interna continua a essere in ritardo. I dati della prossima settimana mostreranno se questo divario è destinato ad ampliarsi.

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