La produzione industriale italiana cala leggermente in dicembre
Il dato, in linea con le attese, conferma che la produzione industriale italiana ha intrapreso un percorso di recupero, ancora molto graduale, dopo tre anni consecutivi di contrazione
I dati destagionalizzati della produzione industriale di dicembre, diffusi dall’Istat, segnalano una contrazione dello 0,4% su novembre (da +1,5% in novembre), in linea con le attese. In termini tendenziali la produzione corretta per le giornate lavorative aumenta del 3,2% (da +1,4% in novembre).
Guardando ai raggruppamenti principali di industrie si nota una contrazione mensile sia per i beni di consumo (durevoli e non durevoli) sia per i beni intermedi, mentre la produzione di energia e beni strumentali aumenta.
La disponibilità dei dati di dicembre ci consente di fare qualche condiderazion e a consuntivo per il 2025. In media d’anno la produzione industriale si è contratta dello 0,2%, quella manifatturiera dello 0,5%. Dal punto di vista settoriale a guidare la classifica della crescita sono la farmaceutica e l’elettronica e apparecchi di misurazione, seguite a distanza dall’industria alimentare. I settori che hanno registrato le maggiori contrazioni sono invece quello del tessile e abbigliamento e quello della fabbricazione di mezzi di trasporto, seguiti dalla chimica.
In positivo, il dato del quarto trimestre del 2025 evidenzia un incremento della produzione dello 0.9% sul terzo, dato che ha evidentemente aiutato dal punto di vista dell’offerta a generare il progresso dello 0,3% del PIL nel quarto trimestre. L’inerzia statistica della produzione destagionalizzata del 2025 sul 2026 è dello 0,7%. Il graduale miglioramento della produzione che prefiguriamo per il 2026 dovrebbe portare a un incremento medio della produzione superiore all’1%, di nuovo in territorio positivo dopo tre anni consecutivi di contrazione.
Basandoci anche sui dati della fiducia delle imprese relativi al mese di gennaio, vediamo comunque una ripresa ancora molto graduale. La fiducia delle imprese manifatturiere è migliorata in gennaio sospinta da un progresso della componente ordini, ma non tale al momento da prefigurare un’accelerazione ciclica della produzione. Perché ciò avvenga manca ancora una riduzione più decisa del livello delle scorte. Segnali più chiari in questo senso sembrano venire dal coparto dei beni strumentali, mentre sono ancora timidi per i beni di consumo. In questa fase ciclica una ripresa più decisa della produzione industriale sembra ancora dipendere dalle tempistiche dell’implementazione degli ambiziosi programmi di investimenti infrastrutturali ed in difesa annunciati dalla Germania. Vista la loro natura endogena, l’incertezza sulla loro realizzazione appare ridotta, e limitata alla tempistica. Per una volta, almeno nel breve periodom i rischi sul fronte della crescita legati all’incertezza geopolitica sembrano in qualche misura ridotti.
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