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Inflazione meravigliosamente piatta nell’Eurozona, ma la BCE può ancora sorprendere

Ad agosto l'inflazione dell’Eurozona è salita al 2,1%, in lieve crescita rispetto al 2% della precedente rilevazione. Incide sul dato il rallentamento del calo dei prezzi dell’energia. L'inflazione core è rimasta invariata al 2,3%, confermando una tendenza piuttosto stabile nonostante gli ampi rischi in prospettiva 

It now looks like a good time for the European Central Bank to keep rates on hold, but the doves on the governing council could still push for one more cut beforehand
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Il contesto inflazionistico dell'Eurozona rimane al momento molto positivo. L'inflazione è prossima all'obiettivo e l'inflazione core è piuttosto stabile, pur rimanendo per ora leggermente al di sopra dell'obiettivo. Per i servizi, il dato è sceso dal 3,2% al 3,1%, mentre l'inflazione dei beni è rimasta stabile allo 0,8%. I prezzi dell'energia si mantengono su un livello relativamente basso, in parte grazie al momento favorevole del tasso di cambio, ma anche grazie all’andamento generale.

Attualmente i rischi per l'economia globale sono considerevoli, con possibili effetti inflazionistici sia al ribasso che al rialzo. Tuttavia, per ora i dati indicano che l'inflazione si manterrà intorno al 2%, obiettivo della Banca Centrale Europea. Le aspettative sui prezzi di vendita non mostrano chiari segnali di cambiamento di direzione. I consumatori prevedono un'inflazione del 2,5%, in leggero calo rispetto a quanto registrato in primavera.

Il mercato del lavoro continua a mostrarsi forte, con la disoccupazione in calo negli ultimi mesi, fino al 6,2%. Tuttavia, nonostante la solidità del mercato del lavoro, la crescita salariale continua a rallentare. Inoltre, gli aumenti determinati dalla contrattazione collettiva si muovono ancora a scossoni. L'indicatore prospettico della BCE (che non tiene conto di questi scossoni) continua a prevedere un ulteriore rallentamento della crescita salariale verso la fine dell'anno. Entro marzo 2026, il dato dovrebbe attestarsi intorno al 2,5% e dovrebbe contribuire ad abbassare lievemente il tasso di inflazione.

Quindi, l'inflazione è attualmente vicina all'obiettivo e, secondo le proiezioni di giugno della BCE, dovrebbe esserlo anche nel medio termine. L'economia mostra qualche leggero segnale di miglioramento, ma nulla di spettacolare. Con i tassi di interesse fissati a livelli neutrali, si potrebbe sostenere che questo sia il momento logico per la BCE di mantenere i tassi invariati. Tuttavia, con una crescita lenta, rischi significativi di sorprese al ribasso ancora prevalenti e la previsione che la Federal Reserve riprenda a tagliare i tassi, le colombe del consiglio direttivo potrebbero comunque spingere per un ulteriore taglio prima di una stabilizzazione. Riuscirci sarebbe un'impresa ardua, poiché le argomentazioni a favore di un mantenimento stabile sono ormai piuttosto solide.

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