BCE, tre motivi per cui non serve seguire la riunione della prossima settimana

Download

È improbabile che la riunione della BCE del 30 ottobre abbia un impatto duraturo. Piuttosto, sarà quella di dicembre a cui dovremo fare attenzione, poiché le probabilità di un taglio dei tassi sono ancora più elevate di quanto i mercati attualmente prevedano. 

European Central Bank President Christine Lagarde

Sei fan della BCE e hai ferie da smaltire? La prossima settimana potrebbe essere perfetta per andare in vacanza e scordarti di Francoforte. Se hai mai pensato di saltare una riunione della BCE, cogli la palla al balzo e fallo ora, con quella del 30 ottobre. Ecco tre motivi.

Motivo uno: Ci sono pochissime nuove informazioni disponibili

Dall'ultima riunione di politica monetaria della BCE a settembre, i dati pubblicati sono stati scarsi e inconcludenti. Mentre gli indici PMI e gli indicatori del sentiment economico della Commissione europea hanno registrato un leggero rialzo a settembre, i dati concreti di agosto – relativi a consumi e produzione industriale – sono stati deludenti.

L'inflazione complessiva di settembre ha superato l'obiettivo del 2% della BCE per la prima volta da aprile, ma poiché gli ultimi dati macroeconomici stanno rapidamente diventando obsoleti, il vero problema è la mancanza di nuove informazioni prima della riunione della prossima settimana. Solo i dati PMI e l'indice Ifo tedesco saranno pubblicati prima di giovedì. Dati chiave come l'inflazione, le stime del PIL del terzo trimestre e i dati sul sentiment della Commissione arriveranno tutti il ​​giorno della decisione della BCE. Che tempismo (infelice)!

Motivo due: non ci sono urgenze

Con la situazione politica francese che per ora ha evitato un'ulteriore escalation e i mercati finanziari apparentemente a loro agio con l'attuale instabilità politica, la necessità di un intervento della BCE è ancor minore rispetto a settembre. Gli spread francesi non si sono ulteriormente ampliati e il fatto che l'instabilità politica in Francia sia dovuta a fattori interni ha reso ancora più debole qualsiasi argomentazione a favore di un intervento della BCE. Finché la Francia non rispetterà le regole fiscali europee, sarà difficile per la BCE avviare o anche solo discutere il Transmission Protection Instrument (TPI).

Motivo tre: falchi e colombe aspettano dicembre

I commenti dei funzionari della BCE dopo la riunione di settembre suggeriscono che la tensione latente tra colombe e falchi non si sia ulteriormente intensificata. Sembra piuttosto che ci sia un accordo tacito per attendere fino alla riunione di dicembre. Mentre Isabel Schnabel ha affermato che la BCE dovrebbe mantenere l'attuale livello dei tassi di interesse, citando rischi al rialzo per l'inflazione, il nuovo governatore della banca centrale austriaca, Martin Kocher, ha osservato che ci sono "uguali probabilità" di un taglio o di un rialzo dei tassi. I commenti più frequenti ribadiscono semplicemente che la BCE si trova in una "buona posizione", con poca urgenza di adeguare i tassi.

A dicembre potrebbe comunque esserci un taglio

Gli sviluppi delle ultime settimane non hanno fatto nulla per cambiare l'opinione secondo cui l'asticella per un ulteriore taglio dei tassi da parte della BCE sia alta. In effetti la BCE nella sua “buona posizione” si sente molto a suo agio. Francoforte prevede una lieve crescita (+1%) dell’Eurozona e un’inflazione che continuerà ad aggirarsi intorno al 2%, ci sono davvero pochi motivi per modificare la politica monetaria.

Allo stesso tempo, permangono valide argomentazioni delle colombe che potrebbero costringere la banca centrale a tagliare nuovamente i tassi nella riunione di dicembre. Basti pensare all'impatto negativo dei dazi statunitensi che si sta facendo sentire in queste settimane, al rafforzamento del tasso di cambio dell'euro, alla politica francese o a un rinvio degli stimoli fiscali della Germania. Se uno qualsiasi di questi rischi al ribasso si materializzasse, potremmo aspettarci che la BCE adotti uno o due ulteriori tagli dei tassi. A questo proposito, è importante notare che le attuali previsioni di inflazione della BCE per il 2027 includono un impatto di 0,2 punti percentuali derivante dall'introduzione del sistema ETS2. Inutile dire che qualsiasi ritardo nell'attuazione potrebbe avere implicazioni per la BCE, poiché aumenterebbe il rischio di un'inflazione al di sotto dell’obiettivo. Attenzione alle previsioni di inflazione per il 2028, anch'esse pubblicate nella riunione di dicembre. Qualsiasi valore inferiore all'1,7% aumenterebbe la probabilità di un ulteriore taglio dei tassi.

È improbabile che la riunione della BCE della prossima settimana produca un impatto duraturo. Se possibile, approfittatene per smaltire le ferie e non badateci. Vi basterà controllare l’esito sul vostro sito di ricerca macroeconomica preferito giovedì pomeriggio.

Disclaimer di Contenuto
Questa pubblicazione è stata preparata da ING esclusivamente a scopo informativo, indipendentemente dai mezzi, dalla situazione finanziaria o dagli obiettivi di investimento di un particolare utente. Le informazioni non costituiscono una raccomandazione di investimento e non sono consigli di investimento, legali o fiscali né un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di alcun strumento finanziario. Leggi di più
Download