Il forte calo della produzione industriale italiana minaccia le nostre previsioni di crescita

I dati sulla produzione italiana di agosto suggeriscono che il timido miglioramento auspicato per il terzo trimestre non si è concretizzato. Sebbene sia opportuno avere un po’ di cautela quando si analizzano i dati relativi al periodo estivo, sembra che ora l’onere della crescita nel terzo trimestre ricada sulla crescita dei servizi.

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La produzione industriale italiana destagionalizzata ha registrato in agosto una contrazione del 2,4% su base mensile (dal +0,4% di luglio), mentre i dati sulla produzione corretti per i giorni lavorativi hanno registrato un calo del 2,7% su base annua (dallo 0,9% di luglio). I dati dell'Istat sono molto più deboli del previsto.

Una rapida occhiata ai grandi aggregati mostra che tutti hanno registrato una contrazione su base mensile, con i beni di investimento particolarmente deboli. A livello settoriale, il quadro non è uniforme, poiché i forti aumenti mensili nei settori farmaceutico e dei mezzi di trasporto contrastano con le forti contrazioni nei settori minerario e della plastica. La produzione aggregata manifatturiera è diminuita dell'1,9% su base mensile, mentre la produzione manifatturiera media nei primi otto mesi del 2025 è diminuita dell'1,4% rispetto allo stesso periodo del 2024.

I dati di agosto devono essere generalmente considerati con cautela a causa dei vari periodi di chiusura degli stabilimenti nel pieno del periodo estivo, e una valutazione adeguata è normalmente possibile solo dopo la pubblicazione dei dati di settembre. Tuttavia, l'entità della contrazione di agosto suggerisce che le possibilità che l'attività industriale abbia registrato un timido progresso durante l'estate sembrano scarse. I dati di settembre sulla fiducia delle imprese, che hanno riportato una produzione stabile, sembrano supportare questa visione, mettendo anche in dubbio la possibilità che si verifichi un'accelerazione nell'ultimo trimestre del 2025.

A settembre, il livello delle scorte di prodotti finiti è risultato stabile e il miglioramento degli ordini è stato solo marginale. Attualmente manca un chiaro motore domestico per l'attività industriale e le speranze riposano sul potenziale impulso derivante dall'attuazione dello stimolo fiscale in Germania, che potrebbe concretizzarsi con un certo ritardo.

Sembra probabile che l'industria possa aver frenato la crescita nel terzo trimestre del 2025, lasciando ancora una volta il peso della crescita sui servizi, come suggerito dai relativi indici PMI.

La nostra attuale previsione di base per la crescita trimestrale del PIL italiano nel terzo trimestre è di un modesto 0,1%. Se mai, i dati odierni aggiungono un rischio al ribasso a questa previsione.

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