Italia, a febbraio ancora segnali interlocutori dagli indicatori di fiducia

I dati della fiducia per il mese di febbraio confermano un quadro interlocutorio, con miglioramenti per  i consumatori e per le imprese di costruzione e rallentamenti nel comparto manifatturiero  e, in misura minore, nei servizi.

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Migliora ulteriormente la fiducia dei consumatori e per le imprese di costruzione. Passo indietro, invece, per quella dei servizi e, in modo più marcato, per il comparto manifatturiero.

Continua a migliorare la fiducia dei consumatori

L’indice di fiducia dei consumatori è salito per il terzo mese consecutivo, raggiungendo il livello di 99,1, quasi du punti al di sopra della media del 2025. Ad alimentare l’aumento hanno contribuito i miglioramente nelle valutazioni sulla situazione economica corrente e su quella futura. Entrando nel dettaglio, notiamo un lieve aumento delle attese sullla disoccupazione che non sembra però riflettersi ancora in un aumento dell’atteggiamento prudenziale. Cala infatti l’indicatore dell’opportunità attuale del risparmio e migliora quello relativo all’opportunità attuale all’acquisto di beni durevoli. Sembra esserci quindi spazio per una graduale riduzione della propensione al risparmio a supporto dei consumi nel corso del primo trimestre. Conferma indiretta giunge dal parziale recupero della fiducia delle imprese del commercio al dettaglio dopo il calo di gennaio.

Passo indietro per la fiducia delle imprese manifatturiere

Il fronte delle imprese manifatturiere continua a segnalare che il percorso di ripresa timidamente avviato nell’ultima parte del 2025 sarà verosimilmente graduale e non privo di ostacoli. L’indice della fiducia manifatturiera scende in febbraio, ritornando sui livelli di dicembre. Nel complesso del settore rallenta la dinamica degli ordini e salgono per il terzo mese consecutivo i giudizi sulle scorte di prodotti finiti, e le attese di produzione rallentano leggermente. Il deterioramento si concentra fra i produttori di beni di consumo e di beni intermedi; migliora invece la fiducia fra i produttori di beni strumentali dove, a fronte di un lieve miglioramento degli ordini e di un calo delle scorte di prodotti finiti, migliorano decisamente le attese di produzione. Il lieve recupero ciclico del comparto manifatturiero sembra ancora in corso, ma è ancora disomogeneo, e probabilmente ancora condizionato dalla perdurante incertezza sul fonte dei dazi. Il il recupero incorso per i prestiti alle imprese sta verosimilmente aiutando il comparto dei beni di investimento.

In calo contenuto anche la fiducia nei servizi

Il fronte dei servizi di mercato si conferma disomogeneo. La fiducia cala nei servizi di trasporto ed in quelli turistici e aumenta nei servizi di informazione e comunicazione e, in modo marginale, in quelli alle imprese. Sorprende la flessione nel comparto turistico proprio nel mese delle olimpiadi invernali Milano-Cortina. Tuttavia, per l’agregato del settore, il livello della fiducia si mantiene ben al di sopra della media registrata durante lo scorso anno. Il ruolo propulsivo dei servizi sul fronte della crescita non sembra per il momento a rischio.

Buon recupero della fiducia nel settore delle costruzioni

Il fronte delle costruzioni conferma le dinamiche divergenti fra i sottosettori. Con la riduzione significativa degli incentivi fiscali relativi non sorprende l’ulteriore calo della fiducia nel comparto residenziale, che si riflette in un deterioramento delle prospettive occupazionali. Si conferma invece in crescita la fiducia nel comparto infrastrutturale ed in quello dei lavori specializzati, direttamente coinvolti nella realizzazione degli investimenti previsti dal piano di ripresa e resilienza, la cui scadenza formale arriverà nei prossimi mesi estivi.

Resta valido uno scenario di graduale ripresa

Nel complesso, i dati sulla fiducia diffusi oggi dall’Istat confermano un quadro che prevede un recupero molto graduale dell’economia italiana. La componente manifatturiera appare ancora esposta all’incertezza sul fronte dei dazi, ma dovrebbe in prospettiva beneficiare da un lato della domanda proveniente dagli investimenti infrastrutturali ed in difesa tedeschi e, sul fronte dell’offerta degli effetti positivi sui prezzi dell’energia del decreto da poco approvato dal governo italiano. Dopo il sorprendente aumento trimestrale del PIL dello 0,3% nel quarto trimestre, ci aspettiamo che la crescita prosegua anche nel primo trimestre del 2026, ma ad un ritmo lievemente più lento.

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