Corea del Sud, tassi fermi e la Banca centrale prende tempo
La Banca di Corea ha mantenuto il tasso di riferimento stabile al 2,5%. Un membro ha espresso dissenso e sempre più componenti dell’assemblea hanno dato priorità alla stabilità dei mercati finanziari rispetto alla crescita economica.
Il prossimo taglio dei tassi potrebbe avvenire all'inizio del prossimo anno
Oggi, 23 ottobre, la Banca di Corea ha lasciato i tassi invariati. La tempistica del prossimo taglio dei tassi da parte della BoK dipenderà in larga misura dalla risposta del mercato degli immobili residenziali alle misure macroprudenziali introdotte il 15 ottobre. Il numero di membri favorevoli a una riduzione dei tassi nei prossimi tre mesi è sceso da cinque a quattro. Pertanto, riteniamo che la posizione della Banca di Corea sia lievemente cambiata. L’istituto ha confermato il proprio impegno a ridurre i tassi, ma ha osservato che i tempi e il ritmo delle future riduzioni saranno calibrati in base all'evoluzione delle condizioni economiche. Pertanto, non riteniamo che il ciclo di tagli sia terminato.
Il governatore Rhee Chang-yong aveva precedentemente informato i legislatori che la Banca di Corea si sarebbe astenuta dall'iniettare liquidità per stimolare il mercato immobiliare, sottolineando la forte attenzione della banca centrale su questo tema. Prevediamo che il mercato residenziale si raffredderà almeno nel breve termine a causa di normative più severe. Gli effetti a lungo termine rimangono tuttavia incerti. In assenza di segnali di stabilizzazione, il governo potrebbe prendere in considerazione l'aumento delle imposte sulle plusvalenze e sulla proprietà.
Si prevede che la Banca di Corea riprenderà a tagliare i tassi nel primo trimestre del 2026. Entro quel periodo, le incertezze legate ai dazi statunitensi potrebbero essere risolte, la Federal Reserve potrebbe aver ridotti i propri tassi e il mercato immobiliare potrebbe mostrare segni di stabilizzazione.
Corea, outlook sul PIL
Per quanto riguarda le prospettive di crescita, prevediamo un aumento del PIL dell'1,2% su base trimestrale, destagionalizzato, per il terzo trimestre. La ripresa rimane fragile, a fronte di crescenti rischi sia al rialzo sia al ribasso. La crescita prevista è dovuta principalmente alle erogazioni di denaro da parte del governo. Per questo, nei prossimi mesi potremmo osservare un ritorno tecnico. Sebbene si preveda che le forti esportazioni di semiconduttori e navi persisteranno nel 2026, il loro impatto sarà probabilmente compensato dalla debolezza di altre categorie di esportazione. Pertanto, si prevede che la crescita dell’export rimarrà relativamente stabile nel 2026. Prevediamo che il PIL aumenterà dell'1,2% su base annua nel 2025, per poi aumentare dell'1,8% nel 2026.
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