La Banca Nazionale Svizzera porta i tassi allo 0%
L'inflazione negativa e le previsioni di inflazione estremamente basse hanno spinto la Banca nazionale svizzera ad abbassare il suo tasso chiave allo 0%. È probabile un ritorno in territorio negativo.
Come previsto, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha tagliato oggi il suo tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo allo 0%. Questa decisione segue la pubblicazione dei dati sull'inflazione svizzera di maggio, che hanno mostrato un ritorno alla deflazione. L'indice dei prezzi al consumo (IPC) è sceso dello 0,1% su base annua, discostandosi dall'obiettivo di inflazione della BNS, compreso tra lo 0% e il 2%. Dopo aver raggiunto il picco del 3,5% nell'agosto 2022, l'inflazione è costantemente diminuita, raggiungendo lo 0% ad aprile e ora in territorio negativo. L'ultimo calo è in gran parte attribuito a fattori esterni. I prezzi globali dell'energia sono crollati a maggio, causando un calo dell'inflazione energetica dell'8,3%. Inoltre, la forza del franco svizzero, che ha raggiunto il suo livello più alto di sempre in termini effettivi, ha ridotto significativamente il costo dei beni importati, che a maggio è diminuito del 2,4% su base annua. Dato che le importazioni rappresentano il 23% del paniere dell'IPC, ciò ha un impatto sostanziale sull'inflazione complessiva in Svizzera.
Considerando il difficile contesto commerciale e geopolitico, è improbabile che il franco svizzero si indebolisca significativamente nei prossimi mesi, sebbene la BNS auspichi che l'aumento del differenziale di tasso d'interesse tra la Svizzera e le altre banche centrali contribuisca a limitare tale apprezzamento. La sua caratteristica di "bene rifugio", che attrae flussi di capitali durante i periodi ad alto rischio, dovrebbe mantenerlo forte.
Nel frattempo, l'inflazione interna rimane più dinamica. Quella dei servizi si è attestata ancora all'1,1% su base annua a maggio, mentre l'inflazione core si è attestata allo 0,5%, entrambe nella zona di comfort della BNS.
Il contesto di inflazione negativa non è senza precedenti. La Svizzera ha attraversato diversi periodi di deflazione negli ultimi anni. Dal 2009, l'inflazione svizzera è stata negativa per circa un terzo del periodo (75 mesi su 197). Di conseguenza, i tassi di interesse della BNS sono stati negativi tra il 2015 e il 2022.
Previsioni di inflazione ancora più basse in Svizzera
Ciò che colpisce della decisione odierna è che la BNS ha nuovamente abbassato le sue previsioni condizionali di inflazione. Se il tasso di interesse di riferimento rimarrà invariato allo 0%, l'inflazione dovrebbe attestarsi in media allo 0,2% nel 2025, allo 0,5% nel 2026 e allo 0,7% nel 2027 (le aspettative dell'ultima riunione erano rispettivamente dello 0,4%, 0,8% e 0,8%). A nostro avviso, la nuova revisione al ribasso delle previsioni di inflazione per il 2025 e il 2026 segnala che la BNS probabilmente non ha ancora completato la riduzione dei tassi. A meno che la situazione non cambi drasticamente da qui a settembre, ad esempio a causa di un forte indebolimento del franco svizzero o di un brusco aumento del prezzo dei prodotti petroliferi in franchi svizzeri, la decisione odierna apre la strada, a nostro avviso, a un ulteriore taglio dei tassi a settembre e a un ritorno a tassi di interesse negativi. Sebbene la BNS abbia riconosciuto nella conferenza stampa gli effetti negativi dei tassi di interesse negativi, sembra sempre più probabile che nella prossima riunione non avrà altra scelta che muoversi in questa direzione.
Intervento sul mercato valutario?
Il comunicato stampa odierno afferma inoltre che "la BNS rimane pronta a intervenire sul mercato valutario, se necessario", ma non aggiunge molto altro sull'argomento. La BNS non definisce più il valore del franco svizzero come "significativamente sopravvalutato" o "altamente apprezzato", come invece faceva durante i recenti periodi di inflazione negativa. Questo nonostante il franco svizzero abbia raggiunto il suo massimo storico nel secondo trimestre (in termini effettivi). A nostro avviso, ciò suggerisce che l'intervento sul mercato valutario non sia attualmente considerato dalla BNS come il principale strumento di politica monetaria, a differenza di quanto accadeva nel periodo 2015-2021, e che al momento non intenda farvi affidamento in modo eccessivo. Riteniamo che sia improbabile che la BNS intervenga in modo sistematico per indebolire il franco svizzero nei prossimi mesi. Il timore di essere percepita come una manipolatrice valutaria dall'amministrazione statunitense probabilmente influenzerà questa decisione.
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