L’oro è tornato?
- 21/08
- Materie prime, Food & Agricoltura
L'oro ha registrato una forte ripresa dai minimi di luglio, sostenuto dalla rinnovata domanda di investimenti e dalla crescente preoccupazione per i conti degli USA. Tuttavia, la persistenza dell'inflazione e la possibilità di un ulteriore inasprimento della politica monetaria della Fed significano che la ripresa difficilmente sarà lineare
USA, il bilancio rischia. E l’oro prende slancio
L'oro è salito dai circa 4.000 dollari l'oncia a metà luglio ai circa 4.600 dollari l'oncia a fine agosto 2026, tornando a livelli che non si vedevano da maggio.
Il rialzo dell’oro segue la decisione del Tesoro statunitense di incrementare gli acquisti di titoli di Stato a lunga scadenza. L'importo massimo delle operazioni di riacquisto nella fascia di scadenza tra i 10 e i 30 anni passerà da 2 miliardi di dollari ad almeno 4 miliardi di dollari, e il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha lasciato intendere che il programma potrebbe essere ampliato ulteriormente.
L'impatto sul mercato obbligazionario si è rivelato di breve durata, con i rendimenti a lungo termine che hanno successivamente recuperato gran parte del calo. L'oro, tuttavia, ha continuato a rafforzarsi.
A nostro avviso, la resilienza dell'oro suggerisce che il rally non sia semplicemente una reazione ai rendimenti più bassi. La prospettiva di maggiori riacquisti di titoli del Tesoro ha riportato l'attenzione sul debito pubblico e sulla credibilità dei conti USA. Ha inoltre riacceso i timori di debasement, rafforzando l'attrattiva dell'oro come riserva di valore.
L'oro si riprende nonostante gli elevati rendimenti a lungo termine dei titoli di Stato
Un dollaro più debole e rendimenti a breve termine più bassi hanno contribuito al rimbalzo dell'oro, dopo che i prezzi avevano trovato supporto intorno ai 4.000 dollari l'oncia a metà luglio. Dati economici meno incoraggianti provenienti dagli USA hanno inoltre riacceso le aspettative che la Fed possa iniziare ad allentare la politica monetaria nel 2027.
La domanda di investimenti è in ripresa
L’incremento della domanda di ETF è un altro segnale positivo. Secondo il World Gold Council, a luglio gli ETF globali garantiti dall'oro hanno raccolto 3 miliardi di dollari, incrementando le loro riserve di 23 tonnellate.
Oro, il ritorno degli acquisti di ETF
La ripresa è proseguita anche ad agosto. I fondi monitorati da Bloomberg hanno agguntoaggiunto circa 18 tonnellate solo giovedì, il dato giornaliero più elevato in quasi un anno.
Anche le banche centrali rimangono una fonte significativa di domanda. Gli acquisti netti registrati a giugno hanno raggiunto le 51 tonnellate, portando il totale del primo semestre a 102 tonnellate, con Polonia e Cina in testa nella classifica degli acquirenti. Prevediamo che gli acquisti del settore pubblico continueranno a sostenere il mercato, ma ulteriori rialzi dipenderanno sempre più dal fatto che gli investitori occidentali mantengano il loro rinnovato interesse per l'oro.
Oro, su gli acquisti delle banche centrali
L'inflazione rimane il principale ostacolo al rally dell'oro
Ma la strada per il rally non è spianata. L'aumento dei prezzi dell'energia sta aggravando le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti e potrebbe mantenere la politica monetaria restrittiva più a lungo.
Dai verbali della riunione di luglio della Fed è emerso che alcuni membri del comitato di politica monetaria erano favorevoli a un aumento immediato dei tassi, mentre altri si dichiaravano pronti a un inasprimento qualora l'inflazione fosse rimasta elevata.
Il simposio annuale della Fed a Jackson Hole, che si terrà dal 27 al 29 agosto, sarà seguito con grande attenzione. Qualsiasi segnale che possa suggerire un aumento dei tassi rischierebbe di far salire i rendimenti e il dollaro. Una maggiore attenzione alla crescita o alla stabilità finanziaria sarebbe invece più favorevole all'oro.
Oro, aumentano i rischi al rialzo
La nostra previsione di 4.150 dollari/oncia per il quarto trimestre (prezzo medio) si basa sul presupposto che l'inflazione persistente mantenga la politica monetaria statunitense restrittiva e impedisca un calo prolungato dei rendimenti. Tuttavia, i rinnovati acquisti di ETF, l'indebolimento del dollaro e le crescenti preoccupazioni fiscali stanno creando rischi al rialzo sempre più evidenti per la nostra previsione.
La correzione dell'oro sembra aver toccato il minimo. La ripresa degli acquisti di ETF e la sua resilienza nonostante i rendimenti elevati suggeriscono che la ripresa sia su basi più solide, ma ulteriori guadagni dipenderanno da come proseguirà la domanda di investimenti e da come la Fed reagirà all'inflazione persistente.
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