La BCE lascia i tassi invariati e se ne va in vacanza. Al ritorno? Que serà, serà…

La conferenza stampa successiva alla decisione della Banca Centrale Europea di mantenere i tassi invariati ha confermato l'attuale atteggiamento attendista. L'asticella per ulteriori tagli dei tassi sembra alta, ma non escludiamo comunque un ulteriore taglio a settembre. 

Dopo sette tagli consecutivi di 25 punti base e un totale di otto tagli di 200 punti base da settembre 2023, la Banca Centrale Europea ha mantenuto invariati i tassi di interesse di riferimento nella riunione odierna. In conferenza stampa, la presidente della BCE Christine Lagarde ha mantenuto aperte tutte le opzioni, ma sembra che l'asticella per ulteriori tagli dei tassi si stia gradualmente alzando.

Nessuna modifica alla valutazione macroeconomica della BCE

La valutazione macroeconomica della BCE non è cambiata dall'ultima riunione. Francoforte continua a considerare resiliente l'economia dell'Eurozona, sebbene le prospettive di crescita rimangano orientate al ribasso. Lagarde ha esplicitato quali fossero questi rischi di ribasso: un'ulteriore escalation delle tensioni commerciali globali, tensioni geopolitiche e un deterioramento del sentiment sui mercati finanziari. Per quanto riguarda l'inflazione, la BCE si astiene ancora dal valutare il rischio. Piuttosto Francoforte ha nuovamente definito le prospettive di inflazione più incerte del solito.

La BCE minimizza le preoccupazioni per il rafforzamento dell’euro e il calo dell’inflazione

Lagarde ha rapidamente eluso qualsiasi domanda sul rafforzamento dell'euro, sottolineando – come da previsione – di non avere fissato un obiettivo per il tasso di cambio, ma di considerare questo valore solo come parte del meccanismo di trasmissione. Poco dopo la riunione di giugno, il rafforzamento del tasso di cambio dell'euro aveva dato origine a speculazioni circa il prosieguo dell'attuale ciclo di tagli dei tassi a luglio.

Per quanto riguarda il potenziale rischio di eccessivo calo dell'inflazione alla luce di un euro più forte, Lagarde ha minimizzato tale rischio sottolineando il fatto che le proiezioni di giugno della BCE avevano già previsto una diminuzione dell'inflazione nei mesi successivi. Secondo Lagarde, un'inflazione lievemente più bassa dell’obiettivo non rappresenterebbe un problema, poiché erano le prospettive di medio termine a essere rilevanti per la politica monetaria.

La BCE si sente a suo agio nella sua "posizione favorevole", ma un ultimo taglio dei tassi è ancora possibile.

In definitiva, con un tasso sui depositi al 2%, un'inflazione complessiva al 2% e una prospettiva di inflazione che rispetta il caro vecchio "inferiore, ma prossimo al 2%", la BCE può semplicemente attendere di vedere chi avrà le carte in regola nei negoziati commerciali e se l'inflazione effettiva si comporterà davvero come previsto. O, come ha affermato Christine Lagarde: la BCE rimane dipendente dai dati e segue un approccio riunione per riunione, concentrandosi sulle prospettive di inflazione e sui rischi che le circondano, sulle dinamiche dell'inflazione di fondo e sulla forza della trasmissione della politica monetaria. Finché l'inflazione core e dei servizi rimarrà superiore al 2% e il traino degli stimoli fiscali in Germania e nel resto dell'Eurozona rimarrà intatto, ci sono ben poche ragioni per cui la BCE dovrebbe abbandonare la sua "posizione favorevole". Tuttavia, se le tensioni commerciali si risolveranno rapidamente e una riduzione dell'incertezza aumenterà la resilienza dell'economia dell'eurozona, il dibattito alla BCE potrebbe rapidamente cambiare direzione. Passando dalla necessità o meno di ulteriori tagli ai tassi fino alla possibilità di aumentare i tassi per contrastare le pressioni inflazionistiche derivanti dagli stimoli fiscali.

Certo, prendendo per buona l’ultima riunione, l'asticella per un ulteriore taglio dei tassi quest'anno si è chiaramente alzata. Tuttavia, riteniamo che l'inflazione effettiva potrebbe risultare inferiore alle aspettative della BCE e che i dati macroeconomici concreti potrebbero deludere durante l'estate. Questo, insieme al fatto che le proiezioni di giugno della BCE includevano in realtà un tasso terminale dell'1,75%, ci incoraggia a vedere un ultimo taglio dei tassi alla riunione di settembre. Ma la nostra convinzione si è indebolita.

Christine Lagarde non si è lasciata sfuggire alcun indizio su cosa potrebbe riservare il futuro alla BCE, limitandosi a ribadire in più occasioni che tutto è possibile. Per rendere la riunione della BCE di luglio un po’ più leggera, la BCE avrebbe potuto anche farci ascoltare la vecchia canzone di Doris Day "Que serà, serà". È il tema estivo dell’Eurotower.

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