Dazi, sul fronte commerciale c’è una tregua, ma siamo ancora lontani dalla pace
A prima vista, sembra che il commercio globale sia entrato in acque più tranquille. Tuttavia, come cantava Rick Astley 25 anni orsono: “What you see is what you don’t get”
Dopo i timidi segnali di una tregua nelle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina molti sperano che il periodo di eccitazione e volatilità nel commercio globale sia terminato e che possa iniziarne uno più normale. Sarebbe troppo bello per essere vero. In realtà, quello che potrebbe sembrare una pace commerciale è solo una tregua. Le tensioni nel commercio globale rimarranno e potrebbero persino tornare a intensificarsi. Infatti, è chiaro che il commercio sta diventando sempre più un’arma nella guerra geopolitica.
USA – Cina: c’è l’accordo sui dazi alla soia e sul fentanyl
L'accordo commerciale recentemente annunciato tra Stati Uniti e Cina porterà un po' di sollievo. O, quantomeno, segnala la volontà dei due maggiori attori globali di raggiungere un compromesso. Tuttavia, nel concreto, l’accordo non si merita l’eccellente voto di “12 su 10” datogli da Trump.
L'accordo ha sospeso i controlli sulle esportazioni di terre rare e ha impegnato la Cina ad acquistare ingenti quantitativi di soia: 12 milioni di tonnellate entro la fine del 2025 e 25 milioni di tonnellate all'anno fino al 2028. In cambio, gli Stati Uniti ridurranno i dazi relativi al fentanyl di 10 punti percentuali e rinvieranno di un anno le nuove restrizioni alle esportazioni. In altre parole: “soia in cambio del fentanyl”. Così si può riassumere questo passaggio dell’intesa, che nel suo complesso lascia comunque alla Cina l’onere di affrontare un dazio medio di oltre il 40%. Per giunta, potrebbero rapidamente sorgere dubbi sul rispetto delle disposizioni. Ciò significa che l'accordo è una tregua più che una pace, e il rischio di nuove tensioni rimane elevato.
La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti
L'inizio dell'udienza della Corte Suprema degli Stati Uniti su alcuni aspetti dei dazi imposti dall'amministrazione Trump potrebbe portare all’aspettativa di ulteriori allentamenti della tensione commerciale. Prevedere come si pronuncerà la Corte Suprema rimane difficile, poiché esiste un solo precedente legale. A giudicare da come si stanno posizionando le previsioni, attualmente la probabilità che la Corte respinga i dazi di Trump è superiore al 60%. Tuttavia, un annullamento delle tariffe doganali non costituirebbe la fine dell’era dei dazi. Anzi, il governo degli Stati Uniti sfrutterebbe altre leggi per imporne di nuovi concentrandosi su quelli settoriali. Così facendo, l’amministrazione USA potrebbe danneggiare ulteriormente l'industria farmaceutica e quella automobilistica in Europa.
I dazi sono diventati uno strumento geopolitico
La crisi dei chip Nexperia ha messo in luce la dipendenza strutturale dell'Europa dai componenti mid-tech cinesi, con le case automobilistiche tedesche che hanno lanciato l'allarme per l'interruzione della produzione. Il problema va oltre i confini della Germania, dato che le importazioni di terre rare dell’UE sono quattro volte superiori a quelle negli Stati Uniti. E mentre l'Europa fatica a mantenere fede ai precedenti negoziati sull'autonomia strategica, Stati Uniti e Australia hanno firmato un accordo per uno sforzo congiunto volto a sfruttare le riserve di terre rare del Paese oceanico.
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