Intelligenza artificiale: sempre più diffusa, ma anche sempre più iniqua

L'uso della GenAI sta aumentando rapidamente, offrendo spunti su come le persone interagiscono con essa. OpenAI ha recentemente pubblicato un'approfondita analisi sull'uso di ChatGPT. I risultati mostrano che i pattern d’utilizzo variano a seconda della fascia demografica. 

Il 10% della popolazione mondiale ora utilizza ChatGPT

Secondo una recente pubblicazione di OpenAI, sono circa 700 milioni gli utenti che usano ChatGPT ogni settimana. Ovvero il 10% della popolazione mondiale. Un'implementazione così vasta significa che la GenAI non solo viene sempre più adottata nelle aziende, ma sta anche diventando parte della nostra vita quotidiana. Già nel giugno del 2024, il 53% dei messaggi non era correlato al lavoro. Percentuale che a giugno 2025 si è attestata al 73%, con solo il 27% delle interazioni legate al lavoro.

Il 77% delle conversazioni nasce per chiedere assistenza pratica (29%). Seguono ricerca di informazioni (24%) e scrittura (24%). Percentuali che cambiano in ambito lavorativo, dove la maggior parte dei prompt chiedono aiuto nella scrittura (40%). Si piazzano poi le richieste di assistenza pratica (24%) e supporto tecnico (10%).

L'aumento della produttività dovuto all'intelligenza artificiale varia a seconda del tipo di attività

In base all'output che l'utente desidera ricevere, i messaggi inviati a ChatGPT possono essere classificati in tre tipologie: fare, domandare ed esprimere. Queste hanno diverse implicazioni economiche. I messaggi del fare, ovvero quelli per eseguire attività come la scrittura, la generazione di codice, l'analisi dei dati, ecc., producono output direttamente utilizzabili e possono essere visti come un'automazione delle attività. I ​​messaggi del domandare, ovvero la ricerca di informazioni, aiutano a supportare le decisioni dell'utente ma non producono output direttamente impiegati, fungendo da strumento di potenziamento. I messaggi dell’esprimere non servono né per la ricerca di informazioni né per l'esecuzione di un'attività, ma contribuiscono in modo trascurabile all'output produttivo.

Attualmente, il 35% dei messaggi rientra nella categoria del “fare” e il 52% in quella del “domandare”, evidenziando il duplice ruolo di ChatGPT: quello di collega che produce risultati e quello di copilota che aiuta nella risoluzione dei problemi. Le attività più comuni (mostrate nel grafico qui in basso) possono essere combinate in due funzioni principali: a) raccogliere, documentare, analizzare e interpretare le informazioni, e b) elaborare, risolvere problemi e fornire consulenza. Ciò dimostra che l'intelligenza artificiale generativa attualmente supporta le persone sia nella qualità che nella velocità del loro lavoro, con un conseguente miglioramento della produttività.

Percentuale di messaggi di lavoro inviati a ChatGPT

Campione da maggio 2024 a giugno 2025 

 - Source: NBER, OpenAI
Source: NBER, OpenAI

Dimmi quanti anni hai e ti dirò come usi ChatGPT

Al momento del suo lancio, circa l'80% degli utenti attivi di ChatGPT erano uomini. Attualmente, l'utilizzo è pressoché equilibrato tra uomini e donne, ma ci sono differenze nel modo in cui i due generi lo utilizzano. Le donne tendono a inviare principalmente richieste di supporto alla scrittura e di assistenza pratica, mentre gli uomini tendono a utilizzarlo maggiormente per assistenza tecnica, ricerca di informazioni e contenuti multimediali. La quota di messaggi relativi al lavoro aumenta anche con l'età, il livello di istruzione e per le professioni altamente retribuite. Ciò suggerisce che la GenAI potrebbe attualmente offrire maggiori vantaggi in termini di produttività agli utenti che hanno già accesso a lavori e istruzione migliori, confermando precedenti preoccupazioni sul suo impatto iniquo a livello sociale. Un recente studio di Standford condotto negli Stati Uniti supporta ulteriormente questa affermazione, mostrando un calo dell'occupazione per i dipendenti in ruoli entry-level.

I vantaggi dell'IA potrebbero essere distribuiti in modo non uniforme.

Le disparità nell'utilizzo potrebbero essere alla base di benefici diseguali. In ambito lavorativo, gli uomini tendono a utilizzare l’intelligenza artificiale generativa per compiti nella sfera del “domandare”: ad esempio la ricerca di informazioni. Ciò significa che l’IA viene usata a supporto delle decisioni. Al contrario, le donne utilizzano più spesso l'IA per svolgere compiti come la scrittura, che sono più strettamente legati all'automazione e presentano un rischio maggiore di sostituzione. Inoltre, gli utenti con un elevato livello di istruzione hanno maggiori probabilità di ottenere vantaggi, mentre le opportunità per i dipendenti junior potrebbero essere limitate.

Questa dinamica ci porta alla mente una frase pronunciata di recente dal CEO di Nvidia, Jensen Huang: "Non sarà l'intelligenza artificiale a togliervi il lavoro, ma qualcuno che la usa". Sebbene adottare questa tecnologia offra chiari vantaggi in termini di produttività, coloro che la useranno meglio avranno un vantaggio ancor più netto.

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