Nell’Eurozona non si compra più: consumatori prudenti e vendite al dettaglio ferme
Le vendite al dettaglio nell'Eurozona sono diminuite dello 0,1% ad agosto rispetto a luglio confermando un andamento stagnante dell’indicatore che va avanti da aprile. I consumatori dell'Eurozona appaiono preoccupati tanto da ridurre le spese, nonostante i miglioramenti del potere d'acquisto in tutta l'area.
Tra metà 2023 e il primo trimestre di quest’anno, le vendite al dettaglio avevano fatto registrare una ripresa. Tuttavia, l'inasprimento dei dazi sembra essere coinciso con un atteggiamento più cauto dei consumatori europei. In effetti, la fiducia è calata significativamente ad aprile, ma si è leggermente ripresa nei mesi successivi, quando un’escalation della guerra commerciale sembrava essere stata evitata. Tuttavia, i volumi del commercio al dettaglio sono rimasti sostanzialmente invariati da allora, il che suggerisce che anche il terzo trimestre sarà probabilmente ancora una volta un periodo debole per la spesa dei consumatori.
I fondamentali della spesa delle famiglie nell'Eurozona rimangono solidi. La crescita salariale rimane attualmente ben al di sopra dell'inflazione, il che significa che la anche la crescita dei salari reali rimane positiva. Prevediamo che questa tendenza si stabilizzerà nei prossimi trimestri. Quel che conta è che a livello comunitario l'impatto dello shock inflazionistico del 2022 è stato recuperato.
Alla luce di ciò, un interrogativo ancora non trova risposta: i consumatori si fideranno a spendere parte del loro reddito o preferiranno risparmiare? Recentemente sembra che l’opzione prediletta sia stata la seconda. Ma sembra esserci una luce alla fine del tunnel. Nonostante la preoccupazione per la situazione economica generale e un timore maggiore per un possibile aumento della disoccupazione, l'ultima indagine sulla fiducia ha mostrato un rinvigorimento delle intenzioni dei consumatori, i quali prevedono di effettuare un acquisto importante nel prossimo anno. Tuttavia, per il terzo trimestre non ci si aspettiamo ancora un forte aumento della spesa.
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